
Da quando esiste l'uomo e con esso tutte le varie forme di competizione gli aiuti ergogeni sono sempre stati espedienti ricercati per incrementare e migliorare ogni forma di performance.
Il capostipite di tutti coloro che hanno usato aiuti ergogeni è sicuramente stato Dromeo di Stinfalo (450 A.C.), infatti, egli riteneva che ingerire la parte muscolare della carne potesse migliorare la resistenza e la forza muscolare.
I guerrieri Aztechi mangiavano il cuore degli avversari particolarmente coraggiosi nel tentativo di aumentare il proprio coraggio.
Più tardi, sono divenute comuni alcune pratiche come la depurazione delle tossine tramite il salasso, vomito, l'uso di clisteri e l'ingerimento di alcune sostanze doppanti usate da intere tribù.
Attualmente, tutte le discipline quali la scienza della nutrizione, la biochimica, la farmacologia e la fisiologia del movimento sono alla ricerca, anche di un piccolissimo miglioramento, della performance atletica.
Le ricerche fatte in questo campo sono molteplici, attualmente esistono una miriade di dati, più o meno attendibili, che ogni allenatore, atleta e organizzazione vuole sempre più conoscere al fine di ottenerne un vantaggio in termini di risultati agonistici.
Ogni buon sportivo dovrebbe imparare a conoscere ciò che ingerisce, la qualità e la giusta quantità di alcuni alimenti, il loro potere energetico, quando e come assumerli, tutte queste informazioni, stabiliscono, a parità di uno stesso livello tecnico, una netta differenza in termini di forza, recupero muscolare, organico e nella preservazione di uno stato ottimale di integrità muscolare, osseo e legamentoso.