
Quando avviene un'aggressione, ci rendiamo conto troppo tardi, che questo avvenimento può accadere a tutti senza distinzioni: uomini, donne e bambini.
Le aggressioni di diversa natura,avvengono più frequentemente di quanto ognuno di noi possa immaginare e in molti casi ci trovano del tutto impreparati.
Gli ultimi dati ISTAT dicono che in Italia, vengono perpetrati, ai danni delle donne, circa 7 aggressioni a sfondo sessuale alla settimana, senza contare le violenze fisiche non denunciate per paura o minaccia di ritorsioni.
A differenza dei sport da combattimento dove chi partecipa ad un incontro,seppure cruento, lo fa per libera scelta e con la consapevolezza che al minimo pericolo c'è un regolamento che lo tutela, con dei medici che accorrono in suo aiuto per limitare al minimo i danni provocati dallo scontro.
Nella situazione di difesa personale ciò non accade chi ci aggredisce agisce per offenderci cercando di sopraffarci spesso mettendo in atto e scaricando sulla vittima prescelta un'aggressività atta ad inibire le nostre capacità difensive, creando uno shock che spesso ci accompagnerà per tutta la vita.
L'aggressione fisica e psicologica sono dei mezzi coercitivi di controllo e soggezione che vengono adottati per soggiogare la vittima al proprio volere.
In modo particolare le donne hanno interiorizzato la teoria della loro debolezza e questo tende ancora di più a confondere la violenza con l'aggressività, è invece importante che le donne imparino ad utilizzare l'aggressività come piattaforma di reazione davanti a qualsiasi forma di violenza fisica, verbale e psicologica.
Quindi, le prime false convinzioni da sfatare sono che la donna sia più debole dell'uomo e per questo in uno scontro debba per forza perdere.
Tutti sappiamo che in uno scontro la forza fisica è solo una delle componenti che scendono in campo, ma nonè la sola qualità che decide l'esito di uno combattimento: la velocità, l'astuzia, il timing e la capacità di incanalare la propria aggressività sono senz'altro componenti decisamente più importanti della forza fisica, e questi requisiti, come tutti sappiamo, non sono solo retaggio del maschio.
La difesa personale è in primis un atteggiamento mentale, un disposizione: credere di essere deboli e vivere secondo questa opinione rende in realtà veramente deboli.
Inversamente la donna deve prendere consapevolezza delle proprie capacità difensive e la prima tappa è acquisire la propria autostima.
Negli stati emotivi altamente stressanti come potrebbe essere un'aggressione fisica,i nostri processi mentali subiscono dei cambi di condizioni che possono,senza la dovuta preparazione,"bloccarci" e renderci incapaci di attuare qualsiasi forma di autodifesa;in termini tecnici detto anche D.A.P. (Panic Attack Desease).
In presenza di un pericolo imminente il nostro corpo e tutto l'organismo interno si predispone alla sopravvivenza producendo una concatenazione di processi chimici che nel sangue vanno a mescolarsi con le molecole di sodio che innescano la nostra reazione fisica, il corpo risponde a questi messaggi chimici rilasciando potassio per bilanciare l'eccesso di sodio, il fegato libera il glicogeno che è il carburante dei muscoli per fare scattare i nostro corpo più velocemente possibile.
Mimica, occhio dilatato, peli del corpo eretti, pelle d'oca, abbondante sudorazione. Questo aspetto è istantaneo.
L' apparato digestivo e l'intestino vengono messi in attesa per dare precedenza al fegato che deve liberare il glicogeno che serve ai muscoli per guizzare in attacco o in difesa. Questo aspetto avviene dopo qualche minuto.
Ipotalamo-surreni, adrenalina, cortisolo. Al termine ci sentiamo stanchi, impauriti, quasi ci trovassimo in un'altra dimensione. Questi effetti si manifestano dopo qualche ora.
L'effetto di questa reazione chimica sul nostro stato fisico e psicologico lo possiamo elencare come segue: